La riflessione che segue mi è stata ispirata da Luca Telese, giornalista del Giornale che, per la settimana, conduce la rassegna stampa di Sky Tg24.

Due notizie, entrambe tratte dal Manifesto.

Una. Nessun colpevole per la strage di Ustica. Non perché sia stata provata l'innocenza degli imputati, ma perché il reato imputato agli stessi è stato depenalizzato (dal governo Berlusconi).

L'altra. La Panini, diversamente da come era stato sempre fatto, quest'anno pubblicherà le figurine del campionato di B nello stesso formato di quelle del campionato di A, anziché ridurle, come da prassi. Il motivo, alquanto palese, è che in B ci gioca la Juventus.

Non intendo equiparare la gravità dei due fatti. Eppure, come suggerito da Telese, entrambi sono lo specchio del modo di fare italiano. Italian style, direbbero gli anglofoni.

Si cambia il formato di una figurina con la stessa leggerezza con cui si depenalizza un reato. Everithing's eventual, tanto per rifarmi al titolo di un racconto di Stephen King. Tutto è fatidico. Nel senso che tutto è lasciato alla predisposizione di un destino grottescamente interpretato da una certa classe politica nella quale solo pochi si rivedono.

E noi, succubi, charamente. Del destino, del fato, ci si lamenta, ma non con troppa convinzione, tanto così è e così rimane.

E ancora una volta mi ritrovo a scrivere che non è questa l'Italia che vorrei...